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Without Merit


Genere: Contemporary Romance

Autore: Colleen Hoover

La famiglia Voss è tutto tranne che normale. Vivono in una chiasa riadattata, battezzata Dollar Voss. La madre prima malata di cancro vive nel seminterrato, il padre è sposato con la ex infermiera della mamma, il fratellastro piccolo non può fare né mangiare niente di divertente, e i fratelli più grandi sono irritabilmente perfetti. Poi, c'è Merit. 

Merit Voss colleziona trofei che non ha guadagnato e segreti che la sua famiglia la costringe a tenere. Mentre vaga per il negozio di antiquariato per il prossimo trofeo, trova Sagan. Il suo umorismo e l'idealismo per nulla dispiaciuto disarma e rinnova una scintilla di vita dentro di lei - finché non scopre che non è assolutamente disponibile. Merit si ritira sempre più in profondità in se stessa, mentre guarda la sua famiglia da bordo campo, mentre scopre un segreto che nessun trofeo al mondo può riparare.

Stufa delle bugie, Merit decide di mandare in frantumi l'illusione della famiglia felice di cui lei non ha mai fatto parte, lasciandoli una volta per tutte. Quando il suo piano di fuga fallisce, Merit è costretta ad affrontare le sconvolgenti conseguenze del dire la verità e perdere l'unico ragazzo che ama.

Intenso e potente, "Without Merit" esplora gli strati di bugie che legano una famiglia insieme e il potere dell'amore e della verità.





Salve lettori!

Questa recensione sarà un po' diversa dalle solite in quanto è stata scritta a quattro mani da me (Erika) e Valeria. Abbiamo letto entrambe questo libro e con due teste è stato più facile mettere per iscritto ciò che è questo libro. La recensione è, però, comunque in prima persona, così che non diventi confusionario. 

Finalmente, e ripeto finalmente, ho letto il libro da poco uscito di una scrittrice speciale. Potrei fare una lista di aggettivi che variano nella scala tra "meravigliosa" e "fantastica", ma non finirebbe più. 
Il libro in questione è "Without Merit" e l'autrice, ovviamente, è Colleen Hoover. 
E niente, per me, si potrebbe finire anche qui. Cosa si potrebbe aggiungere a parte il fatto che ha creato, per l'ennesima volta, una storia toccante, che ti entra nel cuore e ti fa riflettere? 
La differenza è che stavolta non sono solo due persone a lottare, ma una intera famiglia. Più qualche aggiunta.
La famiglia Voss è tutto tranne che normale. Abita in una vecchia chiesa sconsacrata riadattata ad abitazione chiamata Dollar Voss.
Il padre, Barnaby, ha divorziato dalla moglie, che si stava riprendendo da un cancro, senza un apparente motivo. Lei, intanto, continua a vivere nel seminterrato della loro casa; soffre di agorafobia e non esce da lì da diversi anni. 
Poi c'è Victoria, la nuova moglie di lui, infermiera dell'ex moglie, odiata dai figli del nuovo marito.
E poi ci sono i figli: Utah e Honor, perfetti, ottimi voti e futuro già programmato, Moby, il piccolino di casa, e Merit, gemella identica di Honor e... semplicemente Merit, scostante e acida, silenziosa e solitaria. Merit, che porta sulle spalle il peso del mondo e si avvia verso il tunnel della depressione senza ammetterlo nemmeno a se stessa.
Ma nessuno in famiglia tiene conto di lei. Sono tutti presi dalle loro vite, dai loro segreti e dai loro affari, che se pure andasse via di casa, nessuno se ne accorgerebbe. 
Ma Merit tiene conto di loro, soprattutto dei loro segreti. 
Mentre loro non si accorgono nemmeno se vada a scuola o meno, lei ricorda ogni singola cosa che fanno o hanno fatto, tenendo per sé il peso di una famiglia che sta cadendo in pezzi ma che non vuole ammetterlo, finché un giorno non ce la fa più. 
Ma quello che vede è davvero la realtà? Le sue conclusioni corrispondono a ciò che sta succedendo? 
Oppure quello che lei vede come emarginazione da parte della sua famiglia è auto isolamento? 
Possibile che tutto quello che potrebbe aiutarla è semplicemente cambiare prospettiva?

La famiglia Voss non è affatto una famiglia modello. Ci piace immaginare le famiglie numerose, affiatate, che fanno picnic e grandi tavolate ogni sera. La realtà è che ogni famiglia, a modo suo, ha i suoi difetti.
Nel caso dei Voss si tratta della mancanza di comunicazione.
Sono anni che, giorno dopo giorno, i rapporti tra fratello e sorelle si stanno sfilacciando. Eppure nessuno se ne accorge, nessuno prende in mano la situazione e introduce l'argomento per risolverlo.

"Forse questa è la radice di tanti problemi famigliari. Non è il problema in sé da cui le persone sono ossessionate. È che nessuno ha il coraggio di fare il primo passo e "parlare" di questi problemi."

Neanche Merit cerca di trovare un canale di comunicazione. 
Si chiude nella sua stanza, marinando la scuola, senza aprire bocca. 
Non si accorge nemmeno che in casa loro è andato a vivere un ragazzo, Sagan. 
Presumibilmente il fidanzato della sorella gemella, Honor. 
Lo stesso ragazzo che l'ha baciata come se fosse l'unico modo per continuare a vivere e poi si è allontanato stupito, capendo che lei non era Honor. 
A differenza di quanto Merit voglia far credere, tutte queste cose le pesano. C'è un costate flusso di rabbia repressa dentro di lei che potrebbe distruggerla, se non trovasse il modo di lasciarla andare. 
E diciamo che Merit non se ne è liberata proprio nel migliore dei modi. E adesso tutta la famiglia Voss ne deve pagare le conseguenze.

"Non tutti gli errori meritano una conseguenza. A volte l'unica cosa che meritano è il perdono."

Tra scelte sbagliate, litigi e paura di perdere tutto, questa grande famiglia deve imparare ad aprirsi, ad ammettere la verità, anche se brutta, ad ammettere di aver sbagliato, anche se è difficile. 
A partire da Merit. 
Diciamocelo, Merit non è una bellissima persona. 
Dà la colpa agli altri per averla isolata, senza voler ammettere di aver avuto anche lei un ruolo in questo allontanamento. 
Attraverso una rivelazione dopo l'altra, con l'aiuto di Luck, lo zio acquisito, un ragazzo particolare ma che usa delle metafore davvero incisive, e Sagan, che attraverso i suoi disegni, le sue parole, il suo aiuto, traccia una sorta di percorso verso la strada giusta, che tocca a Merit individuare e percorrere. Sempre se lo vuole. 
Questa storia è la storia di un'adolescente alle prese con la sua testa, i dubbi e le paure di quell'età. Ma è possibile che ci sia qualcosa di più profondo a condizionare la sua vita?
Con la sua immensa bravura la Hoover riesce a parlare di temi comuni, ma per certi versi ancora un tabù, come la depressione. 
Ammettiamolo, è diventato quasi uno scherzo dire "sono depresso", è diventato facile sottovalutare i sintomi della depressione come "le solite cose degli adolescenti". Finché poi all'improvviso va tutto a catafascio e nessuno riesce a dare una ragione. 

Ecco, la Hoover ci ha trasportato nella testa di una ragazza che definisce i suoi comportamenti inusuali come "sintomi dell'adolescenza", stupidate, incapace di ammettere che non c'è niente di sbagliato, niente di cui vergognarsi nel chiedere aiuto. 
E viaggiando nella sua testa, guardando attraverso i suoi occhi potremo vedere come non solo lei, ma anche la sua famiglia fa i conti con i problemi che, a mano a mano, sono aumentati come un pallone fino a riempire l'intera casa. 
Oltre a questo, la Hoover ci fa riflettere anche su altri fattori, come il giudicare. 
È facile guardare dall'alto e dare la propria opinione. Anche Merit lo fa con sua sorella gemella Honor. Giudica le sue scelte, senza prendere mai in considerazione il suo punto di vista, considerandola "malata" perché sceglie di dedicarsi ai ragazzi in fin di vita, regalando loro gli ultimi istanti di apparente normalità. 
E tutti i figli lo fanno con il padre. Anche lui ha le sue colpe, soprattutto lui, ma anche lui ha le sue ragioni, inoltre non diventa mai facile essere genitori.

"Le tue emozioni e reazioni sono valide, Merit. Non permettere a nessuno di dirti il contrario. Tu sei l'unica a provarle."

Non è la storia d'amore tra due ragazzi il centro di questo libro, ma l'amore perso e da ritrovare di una famiglia che negli anni ha dimenticato cosa significa essere uniti. È un lungo percorso di umiliazione, verità, chiarimenti, accettazione, che nessuno è perfetto e che non bisogna vergognarsi dei propri "difetti". 
È la storia di una famiglia che ha perso il proprio equilibrio e che con fatica e parecchi scossoni, dovrà di riconquistarlo.
"Without Merit" non è un libro strappalacrime, o almeno non lo è stato per me. La Hoover stavolta non ti prende il cuore e lo strappa a metà, ma lo colpisce con piccoli colpi affilati facendoti provare ogni volta un pizzico di dolore. 
Sapete qual è la cosa più bella in questo romanzo? L'ironia con cui è scritto. 
Ci sono delle parti davvero divertenti, ma oltre la risata si scorge, si sente che c'è un messaggio da recepire, qualcosa su cui riflettere.
Come ho accennato, i Voss vivono in una ex chiesa che mantiene ancora, incastonato alla parete, un grosso Cristo crocifisso. Merit ha preso la consuetudine di travestirlo, di volta in volta, in base al suo umore o alle feste. Al di là dell'immagine divertente o del gesto dissacrante, la Hoover ci offre una simbologia calzante. Dietro al gesto si nasconde un disagio in realtà e, andando avanti nella lettura, potremo assistere all'evoluzione della coscienza di Merit anche nel suo modo diverso di interagire col Cristo. 
Ogni discorso buffo, situazione divertente, battuta, sì ti lasciano un sorriso, ma nel profondo ti pongono anche una riflessione. 
E questo è il grande merito del romanzo e della sua scrittrice. 
Introdurre in una storia argomenti così importanti, riflessioni, senza renderli mai pesanti, ma profondi nella loro pungente ironia. 
Grande importanza hanno anche le parole. Per me è stata rilevante la dicotomia  "home/house". Vedete, "house" in inglese è la casa intesa come edificio, un luogo in cui si vive. "Home" è LA CASA, il rifugio cui si torna ogni sera sede degli affetti familiari, che non deve essere per forza un edificio o un luogo fisico. Per Merit, Dollar Voss, non è "home", è "house". Non si sente parte di quella casa, anzi crede che sia la causa dell'inizio della fine. 
Spero che nella traduzione italiana rendano bene questa differenza di significato, perché credo sia un passaggio importante nel percorso di Merit e la sua famiglia.
Un altro argomento importante trattato nel romanzo riguarda la triste condizione della Siria. La guerra, che da anni imperversa sulla nazione, che devasta il paese e divide le famiglie, è rappresentata da Sagan, un ragazzo forte e determinato con una storia familiare triste alle spalle, che si ritrova invischiato nei problemi dei Voss. Nonostante la sua lotta personale, riesce a dimostrarsi fondamentale per la svolta verso la guarigione della famiglia Voss e di Merit in particolare.



La cosa che continua a stupirmi della Hoover, e lo fa in ogni romanzo, è la perfezione dei suoi titoli. Due parole per un titolo che riassumono l'intero romanzo.
È una cosa, questa, che mi ha davvero colpito ed è una delle parti che mi ha emozionato e straziato di più. 
Anche la copertina ha il suo perché, ovviamente. Ormai, noi poveri lettori italiani, abituati alle nostre copertine senza senso, ne abbiamo perso l'importanza. Ma la copertina di "Without Merit", insieme con il suo titolo, dice più di mille parole. 
Mi dispiace davvero tanto per voi lettrici che dovete aspettare l'uscita italiana. Fate qualcosa per velocizzare l'uscita di questi libri, lamentatevi con la CE che ne acquista i diritti e fa passare anni prima di pubblicarli. Tutti meritano di leggere queste storie, tutti devono avere la possibilità di emozionarsi e riflettere insieme ai suoi personaggi.

Baci 
 
&





Voto storia - 5 Wow! Meravigliosa




Voto erotico - 2 Poco Casto








1 commento:

  1. Spero esca presto anche il italia, la Hoover è sempre la hoover ❤️ Bella recensione ^^

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